La conoscenza dei propri limiti è alla base del miglioramento. Alcune volte questi sono noti perché essi sono sempre davanti ai nostri occhi, altre volte accadono cose che ci costringono a confrontarci con i nostri limiti, anche quelli che non conoscevamo, in maniera dura e senza appello. Parliamo di basket (ma magari anche del resto), e per trenta minuti il confronto con una squadra forte fisicamente, ben organizzata e determinata ci ha creato così tanti dubbi ed incertezze che fare canestro anche da sotto senza pressione o dalla linea del tiro libero (che per definizione è un "tiro libero") è diventato più difficile che scalare una montagna. Quella stessa montagna di cui abbiamo parlato ad inizio stagione e che serviva a rappresentare quanto lavoro ci sarebbe toccato per diventare una Squadra migliore. La sconfitta non cambia quello che siamo oggi, ma è la base per cambiare quello che saremo domani. So per certo che adesso quando parleremo di intensità difensiva, di attaccare il ferro con decisione, di prendere i tiri con coraggio e fiducia, di concentrazione e determinazione, questi concetti saranno più chiari perché per trenta minuti li abbiamo vissuti sulla pelle grazie alla squadra avversaria, e magari già dal prossimo allenamento e dalla prossima partita possiamo provare a metter in campo anche noi un po´ di tutto quello che ci serve per migliorare, passo dopo passo: in fondo, gli ultimi dieci minuti della partita ci hanno anche detto che possiamo fare più punti di loro...