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INTERVISTA AD ANDREA IERARDI IN PARTENZA
28-06-2011 12:50 - News Generiche
Questa intervista, è un´occasione per salutare coach Ierardi che, a breve, si trasferirà in Toscana.
D.:Coach dopo 11 anni,gli ultimi 4 come allenatore della serie D, non allenarai più al Pentagono San Carlo, sensazioni?
A.I.:Da un lato c´è la gioia di affrontare nuove sfide con ambienti e persone diverse, mettersi di nuovo in discussione; dall´altro un senso di vuoto e mancanza per tutti quelli con cui ho condiviso questa splendida fetta della mia vita. Comunque sono convinto che questo cambiamento farà bene a me per crescere così come al Pentagono San Carlo per apprendere ed arricchirsi ancora.
D.:Sappiamo ti sei trasferito in Toscana, raccontaci cosa farai e per quale squadra lavorerai
A.I.:Per ora ho trovato una piccola società di basket l´Etrusca SAN MINIATO che mi ha accolto e cercato a lungo. Farò il preparatore fisico e vice allenatore alla C2, allenerò un gruppo misto 96-97 che svolgerà doppio campionato u15-u17 ed il gruppo esordienti 2000-01. Quello che cercavo per ripartire, poi strada facendo vedremo che opportunità si apriranno, ho tenuto un buon margine di tempo libero per muovermi in diverse direzioni lavorative, sia cestistiche che non.
D.:Ora passiamo ad analizzare la stagione appena finita: grande inzio, squadra giovane e garibaldina, poi una flessione, per poi chiudere direi positivamente. Condividi?
A.I.:Sostanzialmente condivido. Devo confessare che quando ad agosto abbiamo iniziato gli allenamenti temevamo di non trovare il giusto mix. L´età media di quelli scesi in campo è un´attenuante per i cali che inevitabilmente abbiamo avuto, anche se son convinto che dal punto di vista del gioco abbiamo mostrato momenti di alta organizzazione di squadra e tecnica individuale. In particolare voglio ringraziare PIANI CLAUDIO che mi ha aiutato nello sviluppo tecnico e fisico dei giovani che componevano la rosa. Dimostrazione del nostro lavoro è stata la stagione di Bellotti che lo scorso anno non aveva certo le cifre di questa annata.
D.:Avete lanciato diversi giovani durante la stagione, quali, per te, quelli più interessanti?
A.I.:Beh in parte ho già risposto. Bellotti è quello che fisicamente è più interessante per le categorie superiori, spero possa raggiungerle con Segrate, squadra che ha scelto per questo obiettivo. Fra i giovani direi anche Belli Paci che non dimentichiamo ha 23 anni. Credo che i suoi limiti "mentali" siano un handicap per permettergli di raggiungere alti obiettivi cestistici. Dei giovani lanciati questo anno direi che Scartezzini è il più avanti dato il fisico e la tecnica che possiede, velocizzando il tiro ed essendo un po´ più aggressivo in difesa può fare un grosso salto di qualità. Per il prossimo anno dico AMALTO e IOSCA due giovani che diranno la loro e avranno sempre più spazio in prima squadra. Non dimentico CARBONI e TORRES che possono esplodere in qualsiasi momento. Per ultimo vorrei citare CONTI FEDERICO perché al termine di un percorso triennale ha dimostrato a se stesso ed allo staff che può essere un giocatore importante in questa categoria e che ha ampliato il suo bagaglio tecnico in modo spaventoso con un lavoro che è difficile immaginare a questi livelli.
D.:Stagione come detto positiva,ma dove non tutto è filato liscio ma non si può non chiederti, diciamo ,di qualche "caso nello spogliatoio": l´abbandono a metà anno di Belli Paci, Tomic e Davide Petrosino ha "stupito" gli addetti ai lavori.....
A.I.: Si lo immagino. Credo che i panni sporchi vadano lavati in casa. Quindi non soddisferò la curiosità degli addetti ai lavori. Dico solo che con questi tre ragazzi sono ed ero in ottimi rapporti umani. Sul campo certe cose che mi aspettavo non si sono verificate e quindi ci siamo separati consensualmente in tutti e tre i casi con motivi e modalità differenti.
D.:Segui la carriera del vostro prodotto Pietro Fusella (Sangiorgese B2 girone B)? Dove può arrivare per te?
A.I.: Credo che Pietro sia un giocatore povero di talento cestistico ma con un fisico ed una capacità di apprendimento motorio superiori alla media. E´ un giocatore acerbo. Deve fare una scelta: stare vicino a casa per studiare oppure cercare una società che gli permetta di lavorare ancora e molto sulle proprie capacità individuali.
D.:Ora qualche domanda per conoscerti meglio, a quando è cominciata la passione per il basket?
A.I.: 12 anni. Chiusero la palestra di Kung-Fu sotto casa mia così mia madre mi obbligò ad andare a giocare alla Futura Basket di Quarto Oggiaro. Sperava crescessi ancora un pochino in altezza.
D.:Giocatori preferiti da piccolo?
A.I.:Il primo giocatore di cui m´innamorai fu Dejan Bodiroga della Stefanel Milano e poi MAGIC JOHNSON dei Lakers, fantastici entrambi.
D.:A quando la scelta di allenare?
A.I.:A quindici anni ero in ritiro con la mia squadra e per gioco curavo i bambini nelle pause facendoli divertire e giocare. L´allora responsabile della Futura RAUL CELLI mi diede l´opportunità di fare l´assistente di minibasket dalla stagione successiva. Già a 17 anni avevo capito che volevo allenare!
D.:Infine una domanda più tecnica, cosa pensi della regolamentazione italiani/stranieri vigente in serie A?Sei d´accordo o avresti alternative?
A.I.:Ho una mia visione particolare. Serie A professionismo: nessuna restrizione, giocano i migliori di qualsiasi nazionalità, così i giocatori italiani avrebbero più fame di arrivare e gli allenatori italiani sarebbero stimolati a PRODURRE GIOCATORI e non vittorie nei settori giovanili. Con questo regolamento si tutelano categorie di giocatori (italiani e giovani) che non hanno stimoli esterni a lottare per guadagnarsi un posto d´onore nella pallacanestro. Inoltre non capisco la legislazione che protegge gli under. Più si sale di categoria minori dovrebbero essere le restrizioni. Se i vecchi fanno la differenza nelle categorie migliori delle minors vuol dire che le nuove leve non hanno sufficienti capacità per scalzarli. Io credo che nessun allenatore non farebbe giocare un giovane "buono". Allora produciamo migliori giocatori e giocheranno più i giovani e più gli italiani. Spero che riusciremo a capire a breve questa cosa tutti noi allenatori perché la competizione europea e mondiale è elevatissima, non si può perdere altro tempo..
A. Mauro per canecaccia.com
Ringraziamo Mauro, canecaccia.com e Andrea Ierardi per questa intervista